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Domenica 21 Giugno 2009

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Domenica 21 Giugno 2009

Messaggio  Jacopo il Dom Giu 21, 2009 4:24 pm

Vangelo

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui. Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Parola del Signore
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Marinai d’acqua dolce

Messaggio  Jacopo il Dom Giu 21, 2009 4:26 pm

Chiudiamo oggi la lunghissima parentesi iniziata con la quaresima e sfociata nella Pasqua, con le ultime feste della Trinità e del Corpus Domini. Riprendiamo, perciò, la lettura del vangelo di Marco, che ci interroga: chi è veramente Gesù di Nazareth? Dietro Marco, lo sappiamo, c’è l’esperienza di Pietro, la sua passione, il suo limite, i suoi sbagli, il suo entusiasmo. Pietro che è dovuto crescere, da discepolo, convinto com’era di avere capito, di sapere, di essere saldo. Ma anche lui, come tutti noi, ha attraversato il momento della prova, ha dovuto superare la tempesta.

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L’altra riva

Messaggio  Jacopo il Dom Giu 21, 2009 4:29 pm

Gesù chiede ai suoi discepoli di passare all’altra riva, di attraversare il lago. Tutti noi, ad un certo punto, avvertiamo l’esigenza di passare all’altra riva. Gesù stesso ci provoca, ci chiede di passare all’altra riva, di non sederci, di non abituarci, di accettare il cambiamento. La fede non è una solenne anestesia, ma un continuo stimolo al cambiamento, alla conversione. Quando pensiamo di essere arrivati, nella vita e nella fede, il Signore ci spinge a prendere il largo. Qual è la riva che ancora dobbiamo raggiungere?

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Tempeste

Messaggio  Jacopo il Dom Giu 21, 2009 4:31 pm

È proprio quando abbiamo deciso di rischiare, di lanciarci, di prendere Gesù così com’è sulla nostra barca che si scatena la tempesta. Mannaggia: proprio in quel momento! Ci sono momenti nella vita in cui abbiamo l’impressione di affondare, travolti dal dolore o dai nostri sbagli. Pensavamo di averle viste tutte e invece no, ecco un dolore più forte, una prova insostenibile, malgrado tutti i nostri sforzi, magari sinceri. E ci viene voglia di morire, di non esserci, di non essere mai esistiti. Succede così anche agli apostoli: al discepolo il dolore non viene evitato. Anzi: anche la fede viene travolta dalle acque. Dio c’è sì, ci credo, ma ora non so proprio dove sia, non so proprio cosa faccia. Perché succede? Non lo so, né lo sanno Pietro e Marco, che scrivono il racconto. Dicono solo che, nella fatica, Dio dorme. Dorme, ma sta sulla barca per condividere fino in fondo il nostro destino. Dorme, e non interviene perché vuole lasciare alla nostra dignità, alle nostre capacità, il compito di arrangiarsi nelle difficoltà della vita. Perché chiediamo aiuto a Dio in situazioni in cui potremmo forse intervenire noi? Perché non ci fidiamo di questo Dio che conosce le nostre sofferenze e sa placare la tempesta? Dio ci rende capaci di attraversare il mare in tempesta.
Egli è con noi, anche quando non interviene.


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E la fede?

Messaggio  Jacopo il Dom Giu 21, 2009 4:33 pm

“Non avete ancora fede?”.
No Signore, non quanta ci servirebbe per attraversare il mare in tempesta.
Spesso la nostra minuscola fede è legata ad un patto assicurativo: se va tutto bene Dio esiste, ma se le cose si storcono, ecco che Dio mi appare come un sadico onnipotente che non si cura di me.
Se la mia vita funziona Dio è buono, se la mia vita è tribolata Dio è malvagio.

Gesù è venuto a portarci un’altra notizia, un volto diverso di Dio: il volto di un Dio che condivide, di un Dio che sa, di un Dio che soffre, che conosce la tempesta, ma non ne ha paura.
Fidiamoci, amici, anche se la barca fa acqua. Guardiamo solo di aver preso sulla barca Gesù così com’è, senza volerlo cambiare come piacerebbe a noi.


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Re: Domenica 21 Giugno 2009

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